Biografia
Artista per vocazione, autodidatta da sempre, conscio di produrre "cose inutili" (quando vedo un piccolo uccello che si posa su una mia scultura godo al pensiero che questa in quel momento serva a qualcosa).
Sempre alla ricerca dell' "originale", del personale, anche per soddisfare la mia natura avversa al ripetitivo, tutto quello che faccio appare variegato e diversificato a volte spiazzante per coloro che osservano.
Non ho all'attivo "grandi mostre", enfatici curriculum, in opposizione a ciò fino ad oggi ho potuto lavorare con una certa traquillità lontano da "condizionamenti" di vario genere.
Sono nato nel 1958 a San Bonifacio.
Mi sono dedicato inizialmente al disegno e alla pittura. Sono poi approdato
alla scultura usando vari materiali di recupero (legno, pietra, metalli)
creando forme e strutture di vario genere.
Il mio laboratorio assomiglia ad un cantiere-fucina dal quale nascono creature
e opere di volta in volta ironiche, grottesche od inquietanti.

Cenni Critici
Giorgio Scarato
Da alcuni anni il segno del lavoro creativo di G.Manega ha avuto una forte evoluzione. Ha sempre manifestato interesse all'arte Giampaolo e ad un certo punto ha voluto dare corpo alle misteriose fantasie che lo facevano sognare ed è partito dal piccolo, dal micro ed assemblando queste particelle ha creato forme e forma.
L'analisi e la descrizione la possiamo vederde anche noi, pur percorrendo l'opera in maniera disordinata, lasciandoci affascinare dalla forma per poi, subito, lasciarci distrarre e quindi attrarre dal micro, costruito con puntigliosa precisione manuale ma sempre per parlare del sogno.
Sempre con questa capacità di vedere Giampaolo ha scoperto pezzi e pezzettini di materiali "esausti" già utilizzati e poi scartati. In questi pezzettini Giampaolo ha trovato gli atomi per costruire i suoi (piccoli? grandi?) universi cercando ritmi e composizioni per creare nuovo ordine, la creazione.
Mai completamente soddisfatto, qualche volta ipercritico con se stesso egli percorre oggi nuovi sentieri di ricerca che sono sicuramente prodromi per nuove evoluzioni, nuove ricerche con grande onestà intellettuale.
Pier Antonio Trattenero
Le opere di Giampaolo Manega possono in qualche modo risentire del messaggio della "pop art" iniziata in America negli anni sessanta.
Le sue composizioni materiche formano una sorta di mosaico che ha come unità di base un piccolo oggetto o una serie di oggetti apparentemente banali.
L'accostamento e la sequenzialità spaziale data dal colore compongono soggetti estremamente gradevoli all'osservatore, piccole opere d'arte che si strutturano razionalmente.
La sua scultura si fonda sull'idea di base costituita da materiale occasionale, in particolare i metalli.
